it Per i casi in cui il livello di collaborazione è elevato, vale a dire pari o superiore all’80 % delle esportazioni totali del prodotto in esame da parte dei produttori esportatori che hanno collaborato all’inchiesta, è stato ritenuto opportuno fissare il margine di dumping per gli altri produttori esportatori ad un livello pari al margine di dumping più elevato stabilito per un produttore esportatore che ha collaborato nel paese interessato.
Oltreoceano si dice ‘Go for 5+2!’, ed è ultimamente lo slogan più popolare per apparecchiare la tavola in modo consapevole, con un occhio di riguardo per la propria salute. Innanzitutto, contando le porzioni di frutta e verdura necessarie: i nutrizionisti lo hanno finalmente stabilito, sono sette quelle da assumere ogni giorno. Meglio se cinque di ortaggi e solo due di frutta, più zuccherina, (una porzione è, ad esempio, una mela o tre albicocche) per abbassare il rischio di infarto, ictus, diabete e anche prevenire alcuni tumori come ha dimostrato un recente studio dell’University College di Londra su 65 mila persone. Un altro trend molto in voga suggerisce di fare i conti non solo nel piatto ma anche sul calendario, scegliendo almeno due giorni di digiuno o semi-digiuno la settimana e poi concedersi pasti completi ed equilibrati nei restanti cinque. Solo mode? No, le basi scientifiche ci sono e c’è anche chi, fedele al motto del ‘5+2’, sceglie addirittura di combinare i due suggerimenti dirottandosi sulla ‘dieta liquida’, uno o due giorni la settimana: frullati, succhi e centrifugati aiutano, infatti, ad assumere molti più vegetali di quelli che si riuscirebbero a masticare e deglutire in un solo pasto e facilitano la cosiddetta restrizione calorica settimanale, che sembra essere il lasciapassare di longevità anche per chi non deve perdere i chili di troppo. A patto, è bene precisarlo, che a sperimentarlo siano persone in buona salute, senza condizioni patologiche di cui occuparsi responsabilmente.

La seconda: la perdita muscolare. Secondo i grafici dello studio, il campione vegetariano ha perso più peso, ma anche più muscolo, cosa che non viene menzionata nello studio, ma si evince dai grafici. La perdita di muscolo è il dato più significativo, mentre la perdita di grasso sottocutaneo è simile, e così la perdita di grasso addominale. (Credo di aver letto correttamente i grafici, ma per qualsiasi obiezione e rettifiche sugli stessi potete scrivermi su [email protected])
* Il primo passo per ridurre il grassocorporeo è diminuire gli zuccheri ed i grassi saturi, sostituendoli con cibi integrali. Prediligete la frutta, le verdure, le carni magre, i latticini a basso contenuto di grassi, le uova, gli arachidi e i semi. Assumente i carboidrati ad assorbimento più lento, come le patate dolci, la farina d'avena ed il riso integrale.
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