Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla dieta liquida, dai pro ai contro, dai menù tipo agli apporti benefici e ai segnali che il nostro corpo ci lancia per dirci: “Sì! Ti prego! Prova a farla questa benedetta dieta detox! Solo per qualche ora e vediamo come va, please!”, sventolando il tovagliolo bianco a mo’ di bandiera in segno di tregua da cibo.
Oltre a limitare la quantità di calorie consumate, le persone con eccesso di grasso addominale dovrebbe prestare attenzione alla tempistica della apporto calorico giornaliero. In generale si consiglia di diffondere le calorie durante la giornata con 5-6 piccoli pasti . Ciò manterrà il ronzio metabolismo e ridurre il desiderio di dolci e amidi. La colazione dovrebbe essere il più grande pasto della giornata come una grande prima colazione vi aiuterà a ottenere il vostro metabolismo in corso e si bruciano più grasso addominale per tutta la giornata.
Il veganesimo è uno stile di vita: decidere di escludere dalla propria dieta qualsiasi alimento di origine animale (comprese uova, formaggi, persino il miele [VIDEO], etc.) è normalmente prima di tutto una scelta etica, fatta per delle ragioni ben precise e radicate e non per seguire la moda del momento. Poi c'è il vegano salutista (talvolta anche animalista, ma non è detto), ovvero colui che in maniera altrettanto ponderata desidera accogliere quelli che sono i tanti benefici innegabili della dieta vegana.

A dieta líquida emagrece, mas é fundamental que você reflita sobre a sua saúde. Ela só deve ser usada como método de emergência por restringir vários alimentos. Não inicie sem a orientação de um médico. Um médico poderá criar os melhores cardápios alimentares seguindo os seus gostos e de acordo com o organismo. O ideal é não fazer dietas por conta própria para que não ocorra problemas para o corpo agora ou depois.


Il vantaggio di bere frutta e verdura è facilitare l’assorbimento delle vitamine idrosolubili come la C e quelle del gruppo B, tra cui l’acido folico, di cui è ricco il mondo vegetale e che devono essere assunte quotidianamente attraverso la dieta, perché non accumulabili nell’organismo. «Per le vitamine liposolubili A, D, E, K essere in acqua non rappresenta invece alcun vantaggio, in genere vengono assorbite insieme ai grassi alimentari e poi accumulate in riserve nel fegato – spiega Lucilla Titta, ricercatrice presso l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano dove è coordinatrice del programma SmartFood IEO per l’educazione alimentare e la divulgazione scientifica (puoi chiederele un consulto qui) – Si può però aggiungere al frullato della frutta secca, in modo che i grassi “buoni” (monoinsaturi e polinsaturi) in essi contenuti facciano da veicolo per facilitarne l’assorbimento di vitamine». I centrifugati separano frutta e verdura dalla polpa e dalla buccia, lasciando nel bicchiere solo il succo concentrato di acqua, vitamine e sali minerali. «Viene persa e sprecata tutta la parte fibrosa dei vegetali, importante nell’alimentazione, e si accumulano gli zuccheri contenuti nella frutta in poco volume – prosegue – Nei frullati, invece, la presenza di fibra abbassa l’indice glicemico del preparato, così da favorire un assorbimento più lento degli zuccheri e limitare picchi glicemici in chi lo beve». Ciò che manca per trasformare un frullato di sola frutta e acqua in un mini-pasto completo è la componente di proteine, che dovrebbero raggiungere il 15-20 per cento dell’apporto calorico totale nell’arco della giornata: una carenza da compensare con attenzione nei giorni successivi a quello dedicato alla dieta liquida. La passione per succhi, spremute e centrifugati dà una mano anche all’idratazione, importante tanto in estate quanto in inverno. Un adulto sano dovrebbe integrarne le perdite con almeno 2-2,5 litri di acqua al giorno, dalla bottiglia e anche dal mondo vegetale: ‘beviamo’ quando mangiamo una porzione di frutta, basti pensare che una mela o una pera sono costituite da oltre il 90 per cento di acqua. Numerosi studi hanno inoltre confermato che è più facile per il nostro organismo assimilare l’acqua contenuta negli alimenti, piuttosto che mangiare cibi secchi e dopo irrorare il boccone con abbondanti sorsate.
*Il secondo passo è modificare le proporzioni tra i macronutrienti. Modificate gradualmente ladieta in modo che l'apportocalorico provenga solo per il 40% dai carboidrati; per farlo continuando a soddisfare il fabbisogno calorico occorre ridurre l'apporto totale di carboidrati ed aumentare considerevolmente l'apporto proteico giornaliero. Personalmente consiglio di assumere 2,2 grammi di proteine per Kg di peso corporeo al giorno. Tuttavia, diminuendo il consumo dei carboidrati, l'assunzione di proteine dovrebbe aumentare tra il 2,5 e 3,3 grammi per Kg di peso corporeo. >L'apporto proteico è determinato dalla diminuzione dei carboidrati nella dieta e dalla massa magra iniziale. Maggiore è la rigidità della dieta e la qualità di grasso corporeo che desiderate perdere, maggiore dovrà essere l'apporto proteico necessario per compensare la rilevante riduzione di carboidrati.
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