La lista delle ricette è infinita, con un pizzico di creatività si può frullare e centrifugare di tutto. I fanatici del benessere vi aggiungono anche integratori (i cosiddetti booster come estratti in polvere di alghe, tè verde, antiossidanti), i più golosi si limitano a soddisfare le esigenze del palato con combinazioni più dolci. C’è quello depurativo, anticellulite, rigenerante, dimagrante, quello che rinforza le difese immunitarie, quello che sgonfia e altri ancora, così colorati e invitanti da farci pensare che solo a berli ne trarremo beneficio. La passione per gli smoothies, questo il nome moderno dei beveroni a base di frutta e verdura frullate in acqua, latte o yogurt, non deve però fuorviarci: la realtà è che non esiste un elisir salutare per eccellenza. Il valore di una dieta liquida è piuttosto racchiuso nell’apporto di micronutrienti essenziali per far funzionare al meglio il nostro organismo, allontanandoci da possibili deficit nutrizionali. Alla base, però, ci deve essere una dieta quotidiana che metta in tavola, ogni giorno, una grande varietà di alimenti, limitando il consumo di grassi, le bibite zuccherate e gli alcolici. Succhi, spremute e frullati possono essere, ad esempio, un valido stratagemma per convincere i bambini ad assumere le tanto detestate verdure sotto un’altra forma, mitigandone il sapore. Oppure una scelta dettata dal caldo, quando sotto l’ombrellone non vogliamo appesantirci e sentiamo l’esigenza di rinfrescarci e idratarci. Nessun ruolo depurativo in senso stretto: in assenza di patologie e quando ci alimentiamo in modo corretto, i nostri fegato e reni assolvono il loro dovere di eliminare i rifiuti delle attività metaboliche.
È dimostrato che camminare faccia bene alla salute e alla linea: aiuta infatti a smaltire le calorie in eccesso. Passeggiare dai trenta ai 50 minuti è il tempo adeguato per bruciare calorie provenienti dai grassi. Una cosa che risulta fondamentale è il modo corretto di respirare. Questo perché permette un allenamento più lungo e si fatica di meno. In sintesi bisogna sincronizzare il ritmo del respiro con il cammino. Se si cammina a passo moderato su una distanza pari a circa 800 metri per dieci minuti, si bruciano già circa 35 calorie, che diventano 42 con un passo sportivo. Se si cammina per un’ora di seguito, a passo spedito, si arriverà a consumarne sino a 300. Sia i medici sia gli specialisti della salute sono concordi nell’affermare che la camminata veloce è un’ottima scelta per perdere peso. L’allenamento va eseguito con regolarità, senza perdere massa muscolare, come avviene seguendo solo una dieta dimagrante. Per smaltire i grassi è necessario far aumentare la temperatura corporea e questo accade dopo trenta minuti di training. Camminare serve a mantenere le ossa forti, stimola la funzionalità del sistema cardiovascolare e migliora il benessere psicologico.
*Il secondo passo è modificare le proporzioni tra i macronutrienti. Modificate gradualmente ladieta in modo che l'apportocalorico provenga solo per il 40% dai carboidrati; per farlo continuando a soddisfare il fabbisogno calorico occorre ridurre l'apporto totale di carboidrati ed aumentare considerevolmente l'apporto proteico giornaliero. Personalmente consiglio di assumere 2,2 grammi di proteine per Kg di peso corporeo al giorno. Tuttavia, diminuendo il consumo dei carboidrati, l'assunzione di proteine dovrebbe aumentare tra il 2,5 e 3,3 grammi per Kg di peso corporeo. >L'apporto proteico è determinato dalla diminuzione dei carboidrati nella dieta e dalla massa magra iniziale. Maggiore è la rigidità della dieta e la qualità di grasso corporeo che desiderate perdere, maggiore dovrà essere l'apporto proteico necessario per compensare la rilevante riduzione di carboidrati.
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