Ho una sola domanda: proseguendo con un regime di questo tipo, avendone già adottato uno da due mesi (infatti ho perso peso come volevo), continuando a carbo ancora più bassi, non rischierei di aumentare un’eventuale resistenza all’insulina e incorrere in grossi acquisti di peso futuri? Stesso discorso a maggior ragione se elimino l’aerobica (che ho usato specie inizialmente per alzare il consumo calorico, venivo da un periodo sedentario) 🙂
Sono molto soddisfatta dei prodotti Fitvia e contenta di aver provato il nuovo programma dimagrante. I prodotti Fitvia mi aiutano a sentirmi sgonfia e in forma. Adoro questo programma perchè offre uno stile di vita sano, i prodotti sono studiati per avere un fisico sempre al meglio. Consiglio a tutte di provare il programma perdita peso di 28 giorni per vedere le differenze!
In un bicchiere di succo ci sono 500-600 grammi di vegetali, quindi si arriva a consumare l'equivalente di 3,5-4,2 kg di frutta e verdura al giorno. Un beneficio enorme anche in termini di "disinquinamento" dell'organismo: mangiando cibi solidi e prodotti industrialmente, si ingeriscono in media sei-sette kg di additivi chimici l'anno, mentre assumendo succhi e frullati bio si sostituisce parte del "menù di sintesi", assunto involontariamente, con prodotti naturali.
Al termine dei sei mesi di studio, con sorpresa dei ricercatori, quella che provocava una perdita più significativa di peso corporeo, malgrado l’elevato contenuto in carboidrati, era la prima dieta, vale a dire la vegana. Chi seguiva questo regime, infatti, perdeva oltre il 4% del proprio peso e 7,5 chili di media. Secondo la prima autrice dello studio Gabrielle Turner-McGrievy, sono essenzialmente due le ragioni di questo risultato. «Primo motivo: i vegani consumavano più cibi contenenti fibre che li aiutavano a saziarsi, evitando di sentirsi affamati e mangiare in eccesso. Secondo motivo: la loro dieta era povera di grassi e quindi probabilmente includeva meno calorie».
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Сiaо Сamilla! Hо lettо la tua stоria e hо deсisо di оrdinare . Dоvevо rivedere delle mie соmpagne del liсeо pосо tempо fa e nоn vоlevо dare l'impressiоne di nоn essermi presa сura di me in questi 20 anni. Sоnо alta 1,60m e pesavо 91 kg. Nоn riusсivо nemmenо a trоvare dei vestiti della taglia giusta nei negоzi, avrei fattо prima ad avvоlgermi in delle lenzuоla... Ma оra hо una 44 grazie a ! Quandо сi siamо riviste, erо iо la regina della festa :) Più di 30 kg in 2 mesi, è соsì inсredibile сhe mi manсanо le parоle. Grazie!
All’ora di pranzo si può scegliere per verdure diverse ogni giorno, abbinate con aromi freschi e profumati. Per non annoiarsi a tavola è importante variare soprattutto le consistenze: peperoni, melanzane e zucchine grigliate, la delicatezza delle puree di broccoli romaneschi, cavolfiori o zucca, la croccantezza delle cruditée (sedano, cipollotti, rapanelli, germogli, cetrioli, insalate).

Bautizada ominosamente como 'Dieta de la última oportunidad' (Last Chance Diet) porque se publicitaba como el remedio para quienes no conseguían perder peso de ninguna otra manera, quienes la pusieron en práctica vieron reducir rápidamente su masa corporal entre un 10% y un 30%. Después, sesenta personas murieron de forma súbita. Un estudio de la Food and Drugs Administration concluyó que la carencia de proteínas de calidad había debilitado sus músculos cardiacos, provocándoles arritmias.
Per i musulmani è il Ramadan, il nono mese del calendario islamico, e anche ebrei e cattolici resistono agli echi della fame con la preghiera, in alcune ricorrenze. Tutte le religioni invitano al digiuno per purificare lo spirito ma anche il corpo, non certo per mettere a repentaglio la salute dei fedeli. Dalle sacre scritture alle librerie, passando anche dalla scienza, ci ha pensato Michael Mosley, giornalista della BBC, a dare il via lo scorso anno al fenomeno del digiuno intermittente (il metodo si chiama appunto Fast Diet) con un manuale che negli UK é stato subito bestseller. Niente piatti tristi e sconditi, nè la mortificazione quotidiana di fare il conto delle calorie: si mangia ciò che si vuole (senza però strafogarsi) per cinque giorni la settimana, i restanti due si introducono al massimo 500-600 calorie, saziandosi magari solo con delle verdure o dei beveroni. Più facile per chi fatica a conciliare appetito e impegni con un rigido piano dietetico quotidiano, l’idea del digiuno intermittente lascia perplessi alcuni nutrizionisti più ‘conservatori’. Certo, sarebbe meglio educare a una sana alimentazione, da seguire tutti i giorni con convinzione, ma la restrizione calorica non è certo un’idea peregrina. «Negli animali abbiamo visto che un taglio delle calorie del 30% corrisponde minore rischio cardiovascolare, diabete, cancro e fa vivere più a lungo – spiega Luigi Fontana, della Divisione di Geriatria e scienze nutrizionali presso il Centro per la Nutrizione umana della Washington University di St.Louis, Usa, che da anni studia l’impatto della dieta sull’invecchiamento – Risultati osservati nei topi, non sappiamo ancora come applicarla all’uomo perché da personalizzare, anche in base all’età e al metabolismo di una persona. La stiamo testando su persone sovrappeso, osservando miglioramenti di importanti parametri nel sangue, in tutto il mondo si cercano biomarcatori per confermarne l’effetto positivo in termini di longevità anche nell’uomo». Come capire se dobbiamo darci un taglio con le calorie? «Dall’addome non piatto: se abbiamo grasso viscerale, che è associato a più alto rischio cardivascolare, significa che stiamo introducendo più calorie del necessario». Eliminare la ‘pancetta’ sì, ma senza esagerare con le restrizioni, sia che si scelga una dieta liquida o un digiuno intermittente: quando lasciate senza nutrimento per più di uno o due giorni, le cellule rilasciano nel sangue corpi chetonici, sostanze che affaticano anche il fegato e il cervello. Una vera e propria intossicazione, alla faccia del nostro desiderio di ‘disintossicarci’.
* Il primo passo per ridurre il grassocorporeo è diminuire gli zuccheri ed i grassi saturi, sostituendoli con cibi integrali. Prediligete la frutta, le verdure, le carni magre, i latticini a basso contenuto di grassi, le uova, gli arachidi e i semi. Assumente i carboidrati ad assorbimento più lento, come le patate dolci, la farina d'avena ed il riso integrale.
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