Buongiorno Debora, è la prima volta che ti scrivo, ma ho da poco iniziato il percorso che suggerisci per dimagrire senza dieta e volevo un po’ raccontarti le mie impressioni. Ho 43 anni e da quando ne ho 16 mi torturo con le diete….ho un pessimo rapporto con il cibo, solo ora mi sto accorgendo che per me il cibo è sempre stato un nemico…perché mi piace troppo e nello stesso tempo perché mi fa male…ma questo mi portato ad un costante sovrappeso! Ora la mia nutrizionista, (dalla quale ho imparato moltissimo su come è bene nutrire con amore il nostro corpo) mi ha detto “basta”! Mi ha detto smetti di essere a dieta fai una pausa poi fra un po’ ne riparliamo. Allora ho rispolverato dalla libreria il tuo libro con il CD. Lo avevo comprato un paio di anni fa perché avevo fatto un mini corso in line su la pnl legata al dimagrimento…molto interessante ma dopo un paio di settimane ho lasciato perdere e ho ricominciato a mangiare velocemente e a non visualizzare più….quindi l’ennesimo insuccesso! È questo che mi fa paura…ora mi sento benissimo, da una settimana sto mangiando bene perché lo voglio io e mi voglio davvero più bene…mi sembra di avere avuto una rivelazione che mi fa vedere tutto da un altro punto di vista…ma poi??? Cosa succederà se non avrò più molto tempo per visualizzare prima dei pasti…o per mangiare lentamente appoggiando la forchetta? Diventerà tutto più automatico con il tempo? Comunque voglio davvero ringraziarti per questo nuovo approccio che mi hai insegnato!!!!
Como existem muitas dietas líquidas não há um passo a passo específico. Porém, a maioria das dietas líquidas costumam se dividir entre café-da-manhã, almoço, jantar e lanches da manhã, tarde e noite. Sendo que no café-da-manhã é comum a recomendação do consumo de vitaminas de frutas e no almoço e jantar a orientação é ingerir sopas. Os lanches geralmente contam com iogurtes, sucos ou chás. Outro ponto comum entre as dietas líquidas é que elas duram um período curto de tempo, em torno de 5 dias.
Secondo lo studio, fare una dieta con il 60% di carboidrati, il 15% di proteine e il 25% di grassi (ripartizione simile alla mediterranea) funzionerebbe meglio che fare una dieta con il 50% di carboidrati, il 20% di proteine e il 30% di grassi. Quel dieci per cento in più di carboidrati derivato da un maggiore consumo di frutta e verdura farebbe perdere peso alle persone senza obbligarle a contare le calorie.
Gli alimenti ricchi in grassi e zuccheri devono essere consumati con parsimonia. Gli alimenti grassi includono i petroli, i condimenti dell'insalata, la crema, gli alimenti trasformati, le patatine fritte, i biscotti, le pasticcerie, gelato, gli alimenti dei dolci ecc. in questo gruppo forniscono le calorie e l'energia vuote sotto forma di grassi e di zuccheri. Sono poveri in altre sostanze nutrienti essenziali.

Sono diete cosiddette "low-carb", che sbilanciano le percentuali caloriche a favore di grassi e proteine, ed aumentano la già alta percentuale di cibi animali consumati in una dieta occidentale tradizionale. E' un pessimo modo di dimagrire ma un ottimo modo di aumentare a dismisura il rischio di malattie croniche. Come è possibile concepire una dieta che va dichiaratamente contro le linee guida di tutti gli istituti di nutrizione e ricerca, che invitano a ridurre il consumo di cibi animali e prodotti raffinati a favore di frutta, verdura e cibi vegetali integrali?
Diverso è invece il discorso relativo alla salubrità dell’alimentazione vegana, considerata da molti esperti troppo estrema e non sostenibile dall’organismo nel lungo termine. «I vegani, sempre che siano dei consumatori consapevoli, possono anche vivere bene, a patto, però, che integrino la vitamina B12 che non è presente in nessun alimento di origine vegetale - raccomanda Miggiano -. Inoltre si raccomanda sempre di intraprendere questo tipo di alimentazione con l’aiuto di un nutrizionista, ancora meglio di un medico». Se l’obiettivo è quello di perdere peso, diventando vegani, seppur con la «promessa» di tornare onnivori una volta buttati giù i chili di troppo, bisogna far sì che non vadano persi anche i nutrienti e le vitamine essenziali all’organismo. Altrimenti il gioco non vale la candela.
Con così tanti consigli su come perdere peso, è davvero difficile sapere da dove cominciare. La buona notizia è che non devi comprare attrezzi miracolosi o libri di diete per cominciare a smaltire i grassi. Fai un piano che abbia senso in relazione alle tue esigenze fisiche e attieniti a esso: è il miglior modo per dimagrire. Ecco da cosa puoi partire.
I grassi trans, ancora un altro tipo di grasso, dovrebbero essere completamente eliminati dalla dieta. Questi grassi sono formati in un processo chimico che i produttori di alimenti utilizzano per trasformare oli liquidi in grassi solidi e per aumentare la durata di conservazione di alimenti. Essi sono più spesso si trovano nei cibi fritti, accorciamenti vegetali, margarina duro, biscotti, crackers, patatine e prodotti da forno. In aggiunta agli altri loro effetti negativi sulla salute, grassi trans possono portare a un più alto peso complessivo del corpo, anche quando l’apporto calorico totale è controllato . In uno studio su animali, le scimmie di sesso maschile sono stati alimentati sia una dieta di tipo occidentale contenenti grassi trans o una dieta che conteneva grassi monoinsaturi come l’olio d’oliva. Tutte le scimmie hanno ricevuto la stessa, modesta quantità di calorie. Le scimmie che mangiavano grassi trans hanno avuto un aumento del 7,2 per cento del peso corporeo, rispetto ad un aumento del 1,8 per cento nelle scimmie che sono stati alimentati grassi monoinsaturi.
Aggiungere gli ingredienti in una pentola e lasciate sul fuoco per circa 15 minuti fino a quando non inizia a bollire. Dopo di che filtrate il tè e lasciate raffreddare. Si raccomanda di non aggiungere zucchero, ma se necessario si può aggiungere un po ‘ di miele per addolcire. Prendere il tè sempre prima dei pasti, per un massimo di tre volte al giorno.
Oltreoceano si dice ‘Go for 5+2!’, ed è ultimamente lo slogan più popolare per apparecchiare la tavola in modo consapevole, con un occhio di riguardo per la propria salute. Innanzitutto, contando le porzioni di frutta e verdura necessarie: i nutrizionisti lo hanno finalmente stabilito, sono sette quelle da assumere ogni giorno. Meglio se cinque di ortaggi e solo due di frutta, più zuccherina, (una porzione è, ad esempio, una mela o tre albicocche) per abbassare il rischio di infarto, ictus, diabete e anche prevenire alcuni tumori come ha dimostrato un recente studio dell’University College di Londra su 65 mila persone. Un altro trend molto in voga suggerisce di fare i conti non solo nel piatto ma anche sul calendario, scegliendo almeno due giorni di digiuno o semi-digiuno la settimana e poi concedersi pasti completi ed equilibrati nei restanti cinque. Solo mode? No, le basi scientifiche ci sono e c’è anche chi, fedele al motto del ‘5+2’, sceglie addirittura di combinare i due suggerimenti dirottandosi sulla ‘dieta liquida’, uno o due giorni la settimana: frullati, succhi e centrifugati aiutano, infatti, ad assumere molti più vegetali di quelli che si riuscirebbero a masticare e deglutire in un solo pasto e facilitano la cosiddetta restrizione calorica settimanale, che sembra essere il lasciapassare di longevità anche per chi non deve perdere i chili di troppo. A patto, è bene precisarlo, che a sperimentarlo siano persone in buona salute, senza condizioni patologiche di cui occuparsi responsabilmente.
In un bicchiere di succo ci sono 500-600 grammi di vegetali, quindi si arriva a consumare l'equivalente di 3,5-4,2 kg di frutta e verdura al giorno. Un beneficio enorme anche in termini di "disinquinamento" dell'organismo: mangiando cibi solidi e prodotti industrialmente, si ingeriscono in media sei-sette kg di additivi chimici l'anno, mentre assumendo succhi e frullati bio si sostituisce parte del "menù di sintesi", assunto involontariamente, con prodotti naturali.

Potrebbe essere una sorpresa per te, ma non metti su muscoli mentre sei in palestra. La muscolatura cresce quando sei lontano dalla sala pesi, più precisamente mentre stai dormendo. E’ durante le ore di sonno, infatti, che le fibre muscolari vengono riparate, dopo aver subito micro-lacerazioni durante l’allenamento. Ecco perché dovresti preoccuparti di riposare a sufficienza.

Gli anoressizzanti vengono usati nel trattamento dell'obesità e della dipendenza dal cibo. In considerazione dei non indifferenti effetti collaterali ad essi associati le autorità di regolamentazione dei farmaci hanno sempre sottolineato che il loro utilizzo deve essere considerato integrativo e non sostitutivo di un adeguato programma per la riduzione ed il controllo del peso corporeo. Possono essere utilizzati solo da pazienti affetti da grave obesità, specie se si associano altri fattori di rischio correlati all'obesità, come ad esempio il diabete di tipo II o la dislipidemia.
In contesti ipocalorici, quindi generalmente ipoglucidici, anche il fegato svolge un ruolo regolatorio, però rispetto alla leptina ha un effetto più a breve termine: si ricordi infatti, che questo organo deposita glucosio sotto forma di glicogeno per una quantità di circa 100-110 grammi. Quando questa quantità viene depauperata si assiste quindi a un aumento dei processi catabolici del nostro organismo.
Quel che conta, però, è comporre le bevande vegetali in maniera tale che diano il giusto sostentamento e non ci facciano sentire deboli, demotivate o nervose durante l'arco della giornata. Spiega l'esperta: "consiglio di differenziare le bevande durante la giornata. Divertitevi a inventarne di ogni genere, usando frutta e verdura di stagione, anche insieme, e aggiungendo radici benefiche ed energizzanti come zenzero e ginseng. L’utilizzo dei legumi nelle passate, inoltre, vi permette di ottenere le proteine vegetali, molto importanti, e i carboidrati complessi di cui l'organismo necessita. L’obiettivo è quello di introdurre tutti i nutrienti in modo equilibrato, cosa non sempre facile da realizzare soprattutto visto che per una settimana si escluderà carne e pesce. Per questa ragione si può ricorrere, durante la settimana, a drink già preparati, contenenti aminoacidi vegetali e proteine”.
Secondo i vegetariani, il regime alimentare in questione, rappresenta il modo di alimentarsi più confacente alle esigenze anatomo-fisiologiche dell’organismo umano. Alcune pubblicazioni attestano infatti che i vegetariani per l’abbondante introduzione di fibre, carboidrati, vitamine e minerali riducano l’incidenza di malattie cardiovascolari, cancri, ipertensione, diabete e obesità. Inoltre si riduce il sovraccarico proteico a carico di reni e fegato e si riduce la produzione di radicali liberi.
La prima cosa da capire è questa, ma ahimè entra in testa a pochi: non si può perdere grasso facilmente se il nostro metabolismo è lento o rallentato. Il grasso è una parte del nostro corpo che lui, il corpo, cede con molta difficoltà. Lo cede in due casi: quando sta così bene ma d’altra parte brucia di più di quanto tendenzialmente assume da liberarsi del grasso perché comunque non entra in modalità “corpo affamato”: questo è il caso di chi mangia abbastanza e mangia tutto, e parallelamente fa sport; oppure quando ha un metabolismo molto alto, che comunque gli permette di bruciare più calorie anche a riposo:  questo è il classico caso di chi è strutturalmente magro, come mio marito, che mangia quintali di cibo e cammina come un bradipo dalle zampine anchilosate, neanche come un bradipo normale, e a parte il lavoro intellettuale di professore potrebbe essere confuso con il divano di casa nostra (palestra? ma che, siamo matti?).
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